venerdì 1 marzo 2013

A. Macchia, Benjamin Britten, L'Epos, Palermo 2013



La prima monografia italiana su Benjamin Britten (1913-1976) adempie la predizione di Rostropovič: «Io vi giuro che verrà il tempo di Britten». In occasione del centenario della nascita il libro celebra non soltanto il maggiore compositore inglese, ma uno dei più rappresentativi di tutto il ventesimo secolo. Esaminandone la produzione un titolo dopo l’altro, al passo dei dettagliati accadimenti biografici, l’autore svela inosservate attitudini sperimentalistiche e sovverte definitivamente l’immagine del tradizionalista talentuoso. L’inarrivabile pianista e l’audace imprenditore culturale, il protagonista del movimento documentaristico britannico e l’araldo di un secondo Avvento concorrono a determinare l’identità di un artista capace di combinare in una personalissima sintesi le molteplici espressioni dell’articolata civiltà inglese dei suoi anni. La rivelazione dell’occulto e assiduo dialogo con la poesia e la dottrina esoterica di Yeats, l’analisi dei nessi fra l’antimilitarismo e la tipologia della formazione religiosa, l’indagine dei legami con il contemporaneo poetic drama costituiscono una lettura alternativa all’esegesi anglosassone corrente. Con eleganza e delicatezza sono altresí affrontate le problematiche inerenti all’omosessualità e al chiacchierato rapporto con i bambini. A corredo del volume è il catalogo completo delle opere.



1 commento:

  1. Altissima saggistica. Congratulazioni. E il libro è bellissimo anche come oggetto in sè. Per fortuna ci sono ancora editori che lavorano bene.
    Luisa Lo Presti

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