Biografia


Nato a Lecce nella seconda metà del secolo scorso, fu avviato alla musica ancora bambino attraverso lo studio del flauto a becco. Il primo ascolto consapevole, a sette anni (virtù di alcuni dischi in vinile collezionati dal padre), fu quello dell'"Appassionata" di Beethoven e di Caravan Petrol di Carosone (ma cantata da Gegè di Giacomo). Considerato dagli insegnanti di educazione musicale della scuola come un prodigio degli otto fori (sapeva finanche suonare O when the saints go marching in senza fermarsi!), a dodici anni la madre lo indirizzò allo studio della chitarra. Diplomatosi presso il Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, iniziò una pallida stagione da concertista. Presto il rigetto del repertorio chitarristico lo spinse ad abbracciare lo studio della storia della musica. Invero, l'ingegnere Antonio Godino, compagno di liceo (nonché principale divulgatore delle soluzioni di matematica negli svolgimenti in classe), sostiene che Macchia almanaccava già a 16 anni di scrivere una personale e innovativa storia della musica.

Conclusi gli studi universitari a Lecce con una laurea in Lettere Moderne sotto la guida di Giovanni Carli Ballola (Ai Mani del divino Mozart: l'ultimo Strauss, in seguito pubblicata da RAI/ERI), conseguì il dottorato di ricerca in "Storia e Critica dei Beni Musicali" presso la stessa università e contemporaneamente studiò armonia e contrappunto, composizione e analisi musicale. Negli anni immediatamente successivi insegnò "Elementi di Armonia e Contrappunto" e "Storia della musica moderna e contemporanea" presso la facoltà di Beni Culturali dell'Università del Salento.

Lavorò per la testata giornalistica de "il manifesto", per "QCodeMagazine" e con la RAI, in particolare come conduttore di Radio3Suite, I Maestri Cantori, Wikimusic e Lezioni di musica. Collaborò, in qualità di musicologo, con i principali teatri ed enti musicali italiani (Teatro dell'Opera di Firenze, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro alla Scala di Milano, Ravenna Festival, Associazione "Angelo Mariani" di Ravenna, Teatro la Fenice di Venezia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione ICO "Tito Schipa" di Lecce, Festival della Valle d'Itria). Fra le altre cose sembra ancora imbattuto il personale record italiano di note di sala. 

Appassionato studioso della civiltà musicale e letteraria inglese, ha lasciato ai posteri di buona volontà una produzione saggistica che spazia da Richard Strauss a Dmitrij Sostakovic, da Benjamin Britten a Manuel de Falla. Fra i principali titoli si contano Tombeaux. Epicedi per le Grandi Guerre (Ricordi/Accademia Nazionale di Sanata Cecilia, 2005), Sostakovic e il quartetto d'archi (Libreria Musicale Italiana, 2008), Benjamin Britten (L'Epos, Palermo 2013). La produzione saggistica si contraddistingue per uno stile letterario raffinato. Parafrasando il celebre incontro di Wagner con Nietzsche, Maurizio Giani disse: "Macchia, Lei scrive troppo bene per essere un musicologo!"). Intorno a Tombeaux Carli Ballola si espresse dal canto suo come segue: "C'è il talento e c'è il genio. Tombeaux è un libro geniale!"

Collaborò nelle vesti di ricercatore al progetto "La grande trasformazione: 1914-1918" promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dalla Fondazione Istituto Gramsci in occasione del centenario della Grande Guerra.

A lato dell'intensa attività di conferenziere, effettuò seminari di didattica musicale, di storia politica e di educazione alla cittadinanza per i docenti delle scuole secondarie.

In qualitá di drammaturgo é autore di "L'Egloga proibita" (Sciarada in cinque quadri e intermezzi) e di "Condominio" (Tema con varie azioni e un epilogo). É fondatore e direttore artistico del "Majum Quaerere Festivale" e della compagnia teatrale "Le piche misere". 

Rinomato per l'eloquenza e il carisma esercitato durante l'attività didattica, elaborò una personalissima visione dell'insegnamento, da cui la memorabile riuscita di sonetti di Di rime e versi ho costruito un ponte (stampato da Manni, 2011) a opera di aspiranti poeti di dodici anni. Il 28 luglio 2012 gli fu conferito il Premio Millennium in occasione della rassegna "L'olio della poesia". Ricevette riconoscimenti scientifici dal SagGem di Bologna per le attività svolte nell'ambito della didattica della musica. All'attività di musicologo affiancò quella di librettista e scrittore. Come traduttore restano le versioni italiane di Enoch Arden di Tennyson, molte pagine eliotiane e un numero imprecisato di traduzioni ritmiche delle opere di Britten, fra le quali quella di Noye's Fludde (commissionata dalla Fondazione "Paolo Grassi" per la 40° edizione del Festival della Valle d'Itria). Di lui non si hanno più notizie da diverso tempo. (g.n.)